Sabato 2 luglio 2016 ore 18:00 presso la Biblioteca Comunale Chiostro ex Convento San Francesco in Piazza San Francesco ad Ozieri (SS) si terrà il convegno sul tema: “I trattati di pace, le tensioni nei territori europei ed extraeuropei e le migrazioni” Tema ispirato alla pubblicazione del 1922 di Costantino Camoglio “La pace maledetta”.
In apertura è previsto l’intervento dell’Amministrazione Comunale di Ozieri nella persona di Agostino Pinna – Assessore al Bilancio, Programmazione e Comunicazione; seguirà il saluto di un rappresentante della Regione Sardegna.
Interverranno Luciano Luciani – Presidente Istituto Italiano Fernando Santi con la presentazione de “La pace maledetta” di Costantino Camoglio, Giulia Falzoi – OIM Roma (Organizzazione Internazionale delle Migrazioni) sul tema “Le questioni connesse ai flussi migratori spontanei o forzati”, Angelo Ledda “Costantino Camoglio, la sua presenza e la parentela in Sardegna”, Enrico Luciani “Le opere e la figura di Costantino Camoglio”, Antonio Maria Masia Presidente Associazione Culturale Il Gremio dei Sardi – Roma – delegato Federazione Associazioni Sarde in Italia (FASI); seguirà poi l’intervento del rappresentante della Federazione delle Associazioni di tutela all’estero dei Sardi (FAES).
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A chiusura si terrà un breve dibattito e le conclusioni dei lavori.
Costantino Camoglio, nato nel 1891 ad Ozieri, è stato un giovane fervente socialista che ha maturato la sua formazione politica e culturale tra Ozieri, Tempio Pausania, Sassari e Roma.
Qui collaborò, tra gli altri, con il giornale dialettale “G.Belli” ome risulta da un sonetto“Addio, Camoglio, addio! l’armata se ne va…”a lui dedicato al rientro di Costantino Camoglio in Sardegna, nell’anno 1913.
Amico di Filippo Corridoni, è con lui quando nel Novembre1912 i sindacalisti rivoluzionari abbandonano la CGL per dar vita all’USI (Unione Sindacale Italiana).
Le sue prime opere: Le capriole di Mussolini (1915), Storia dell’Internazionale operaia (1917), Critica socialista (1920), e in particolare la Pace maledetta (1922), fanno subito emergere le sue ampie conoscenze in materia di politica estera unite ad una capacità di analisi davvero stupefacente per l’epoca. Si pensi solo alla valutazioni -coincidenti con il pensiero Keynessiano- sui debiti di guerra inflitti ai paesi sconfitti e alle ammonizioni al proletariato russo affinchè comunisti, anarchici e sindacalisti, -in attesa della riscossa per liberare l’Occidente dalla schiavitù degli Stati borghesi- pensino prima a non lasciarsi dominare e schiacciare della dittatura del partito comunista.
Celebrare il cinquantenario della nascita di Costantino Camoglio, presentando le sue due opere riguardanti la Lituania, che gli valsero riconoscimenti in Italia, nella Repubblica di Lituania e a livello internazionale (1928 “Lituania martire” con prefazione dell’On.le Roberto Farinacci – 1929 “La questione lituana” con prefazione dell’On.le Ezio Garibaldi), vuole essere un atto di omaggio alle sue capacità e alle sue analisi, anche perchè mantenute abbastanza coerenti pur in anni dove erano già intervenute violenze e minacce ai suoi danni.
In quel periodo la stesura dell’opera: La politica estera fascista (1931), peraltro riportata nella bibliografia dell’eccellente libro di Federico Chabod “L’Italia contemporanea 1918-1948”.
Non scrisse più opere significative fino alla caduta del fascismo e certo non condivise le leggi razziali e altri provvedimenti in danno degli ebrei, alcuni dei quali nascose salvandogli la vita.
Nel 1945 si ripresentò con un romanzo storico contemporaneo: Il Rettile, che è un atto di accusa contro Mussolini. Quest’opera , sul piano letterario, fa il paio con il romanzo (autobiografico) “Amore Novecento” scritto nel 1931.
Come si legge nella Cronaca di Sassari de “La Nuova Sardegna” il 10 marzo 1954, due giorni dopo la sua morte, Costantino Camoglio fu sempre “pronto a tutto osare per l’esclusivo bene delle classi umili” e questo suo coraggio, questa sua capacità critica, questa sua coerenza nel manifestare le proprie idee e le proprie convinzioni, pur nelle personali sofferenze e forzature di un periodo storico difficile e tragico -e pur tuttavia, in tempi a noi vicini, oggetto di riesame più attento e meditato- resta esempio e modello di vita.