"Il Governo della Regione Emilia Romagna ha avviato la procedura, a norma dell’art.11 della l.r. 3/2006, per la costituzione e composizione della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo. Dalla lettura delle risorse impegnate nel triennio 2007/2009 e nell’anno 2010 dalla Regione Emilia Romagna emerge un quadro contraddittorio". Partono da qui le considerazioni che Luciano Luciani, Presidente Istituto Italiano Fernando Santi e membro della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, ha inviato al Presidente della Regione Vasco Errani, a quello dell’Assemblea Legislativa Matteo Richetti, ai Capigruppo dell’Assemblea Legislativa e ai Segretari Regionali dei Partiti rappresentati nell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna. Nella lettera, Luciani sostiene l’esigenza di completare il disegno riformatore della legislazione regionale per gli emiliano-romagnoli nel mondo, già avviato con la nuova legge n.3 del 24 aprile 2006.
"Per il funzionamento della Consulta (indennità ai componenti la Consulta, gettoni di presenza, ecc.) sono stati spesi circa € 900.000; per manifestazioni istituzionali ed eventi in Italia e all’estero organizzati dalla Presidenza della Consulta sono state spesi altri € 700.000; mentre per la promozione di progetti delle associazioni operanti all’estero sono stati assegnati, nel triennio, contributi pari a circa € 170.000, per gli Enti Locali, sempre nel triennio, € 66.500, per le associazioni operanti in Emilia Romagna a favore delle comunità all’estero sono stati assegnati, nello stesso periodo, contributi di poco superiori a € 210.000", riporta Luciani che prosegue: "nell’anno in corso sono stati concessi circa € 150.000 agli Eni Locali e alle associazioni per realizzare manifestazioni nei Paesi di emigrazione".
"Tra le circa 120 associazioni emiliano-romagnole, presenti nei diversi Paesi di residenza delle comunità emiliano-romagnole, - si legge ancora nella lettera – sono stati assegnati complessivamente € 52.000, tra gli oltre 350 Enti Locali dell’Emilia Romagna, sono stati assegnati solo € 21.000 per realizzare manifestazioni all’estero a favore delle loro comunità, mentre le restanti somme sono state assegnate alle oltre 10 associazioni operanti in Emilia Romagna a favore delle comunità all’estero. Enti Locali ed Associazioni operanti in Emilia Romagna e all’estero – sottolinea Luciani – continuano a svolgere la loro attività in assenza di contributi finanziari o attraverso la concessione di somme irrisorie, mentre il Presidente della Consulta, di nomina governativa, che conserva la sua natura giuridica di organo consultivo, realizza manifestazioni in Italia e all’estero disponendo di notevoli risorse".
Per il consultore, dunque, "con la nuova legislatura dovrebbe essere eliminata questa anomala figura del Presidente della Consulta, che diversamente dalle altre Regioni non coincide con quella del Presidente della Regione o di uno suo delegato, al fine di completare il disegno riformatore avviato con la l.r. 3/2006, attraverso un rapido intervento legislativo che assegni le funzioni di Presidente della Consulta al Presidente della Regione Emilia Romagna, risparmiando in tal modo significative risorse finanziarie, ridistribuendole in parte per realizzare interventi ordinari e strategici promossi e gestiti dall’Associazionismo e dal Governo della Regione"
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