- "Lo scorso 11 ottobre, nella Sala delle Capriate del Municipio di Cefalù, si è tenuto il convegno sul tema "Assistenza ai minori e rapporti con l'autorità giudiziaria. Il sistema integrato di governo nelle politiche socio-sanitarie nel distretto di Cefalù". In particolare sono state evidenziate, attraverso un'analisi della legislazione siciliana, emiliano-romagnola e di quella nazionale, le carenze e i limiti dei servizi socio-assistenziali, ponendo in evidenza la presenza di diffusi fenomeni di disagio e marginalizzazione minorile". A raccontarlo è il presidente dell’Istituto Italiano Fernando Santi, Luciano Luciani, nell'editoriale che apre l'ultimo numero della rivista mensile Oltreoceano, da lui diretta.
Spiega Luciani che nel corso dell'incontro "è stata evidenziata l'importanza che le istituzioni locali assicurino qualificati servizi sociali e sanitari, intervenendo con "azioni" che prevedano forme di integrazione e di collaborazione con i comparti della sanità, della scuola, della formazione professionale, del lavoro e della giustizia, nonché con le organizzazioni del Terzo Settore, coinvolgendo la famiglia, la scuola e la comunità nel loro complesso".
"In particolare", continua l'editoriale, "relativamente ai giovani immigrati nati sul suolo italiano, è stata definita una "follia" l'esistenza di norme in Italia che prevedono "un'attesa di 18 anni" per acquisire il diritto alla cittadinanza italiana, creando così condizioni di distinguo e di non appartenenza alla comunità nazionale e i presupposti che fomentano fenomeni di marginalizzazione e di devianza, che riguardano i giovani immigrati".
"La storia degli ultimi trent'anni", sostiene Luciani, "ha dimostrato che i flussi di entrata in Italia hanno una portata economica e sociale di carattere permanente e strutturale per il Paese che rappresenta una costante riguardante sia l'Italia che il nord del mondo. Occorre puntare al futuro senza perdere il contatto con il passato, con le radici di ciascuno", conclude: "bisogna sentirsi uguali per saper riconoscere le differenze". (aise)
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